Vi è mai capitato di viaggiare in aereo dentro un temporale? E poi per caso, avete fatto attenzione allo scenario che vi si proponeva quando il pilota superava le nuvole e vi portava al di là?

A me è successo qualche giorno fa ed è stata un’esperienza piacevolmente surreale, che mi ha fatto molto riflettere. 

Stavo viaggiando in notturna e a un certo punto il comandante ci ha invitato a guardare fuori.

Lo spettacolo era incredibilmente suggestivo: tutto intorno a noi lampeggiavano fulmini, che illuminavano il cielo. 

E poi, una volta skippate le nuvole, ci siamo ritrovati in una dimensione calmissima, quasi commuovente, fra una distesa di stelle e la luna che faceva da protagonista.

Mi sono ritrovata a pensare..

A quante volte ci ritroviamo ad andare avanti nella tempesta, dimenticandoci che lo facciamo per un obiettivo?

A quante volte sottovalutiamo che la prospettiva che adottiamo per raggiungerlo è la nostra risorsa principale?

A quante volte non ci concentriamo alla distesa di stelle che ci aspetta?

Tante, molte, forse sempre.. ci sono tempeste che si attraversano senza ombrello bagnandoci tutti, altre con l’armatura, altre ancora cercando semplicemente di non scivolare… 

Ho realizzato che ciò che ci permette di superare la tempesta, i fulmini e tutto ciò che comportano è l’obiettivo.

L’obiettivo che ci aspetta, la meta che vogliamo raggiungere, il motivo del viaggio.

La direzione su cui concentriamo il nostro sguardo, insomma.

Ci prefissiamo degli obiettivi da raggiungere continuamente, scriviamo le to do list, ci sproniamo a vicenda nei condividere traguardi.

Obiettivi per l’appunto, che rincorriamo continuamente nella vita professionale e privata. 

Questo non vuol dire che per raggiungerli si debba per forza attraversare una tempesta, ma anche semplicemente prendersi il rischio di perseguirli diventa una sfida per ognuno di noi.

Amo il concetto di obiettivo, perché fortemente legato alla Visione che prevede l’impiego di tutte le energie necessarie per farcela. Per crederci. Per desiderarlo. Per immaginarlo e concretizzarlo.

Pensandoci bene, però, forse ciò che amo di più è la preparazione che ti porta a raggiungerlo, guardare ad ogni tappa più piccola come funzionale al percorso. Così come ad ogni fulmine come qualcosa che ci porti a ragionare su cosa c’è da aggiustare, da allineare, da vivere senza abbatterci troppo.

Se volessimo fare una metafora per ripensare all’obiettivo, in maniera nuova è un pò inaspettata, potremmo pensare a cosa è l’obiettivo per la macchina fotografica.

Lo strumento tecnico che contribuisce nell’intercettare (dopo diversi tentativi, prospettive, luci, attimi) esattamente l’immagine, l’emozione, l’espressione, l’atmosfera che si vuole immortalare.

Siamo davvero sicuri che nella nostra vita non valga lo stesso? Per noi, che non siamo fotografi e che magari non capiamo nulla di quest’arte meravigliosa.

Penso che sia esattamente lo stesso.

Quando ci prefissiamo un obiettivo ambizioso o meno che sia, dentro di noi sappiamo che possediamo tutti gli strumenti per conseguirlo.

Ed è così che l’obiettivo stesso diventa lo strumento per raggiungerlo.

È questo il motivo, che in caso di tempesta, ci permette di attraversarla.

Mi potreste obiettare..e se non dovessimo possedere tutti gli strumenti nell’immediato? Se la tempesta ci dovesse colpire impreparati? 

Vi risponderei che li costruiremo pian piano e con cura, con pazienza, con tenacia. Apriremo l’ombrello, inforcheremo gli stivali da pioggia e ci concentreremo sulla luminosità delle stelle che ci attendono.

La soddisfazione che proveremo, superate le nuvole, conquistata la meta sarà un mix and match di sensazioni, di emozioni fra aver raggiunto l’obiettivo o essere consapevoli di aver tirato fuori delle risorse di noi che non sapevamo di avere e che ci hanno permesso di realizzarlo. 

Ognuno di noi dentro di sé conosce la risposta.

Lato mio ogni volta che intercetto lo scatto che racconta esattamente l’anima del  progetto, del momento di vita è come se mi ritrovassi a sedermi sulle nuvole con la testa fra le stelle. Non posso fare a meno di pensare a tutti i tentativi riusciti o meno, della luce rincorsa e della fatica che non pesa quando si costruisce.

Forse è questo un piccolo antidoto per vivere la tempesta, che la fatica smette di pesare, perché la nostra prospettiva è sempre attratta dal ritrovarsi nuovamente fra le stelle.

E allora non viviamo con il timore di bagnarci, abbracciamo gli obiettivi che desideriamo e quelli che non sappiamo ancora di desiderare. 

Prendiamoci la responsabilità di correre il rischio di costruire un pezzetto in più di noi e dei nostri progetti.


Queste riflessioni sono dedicate a mio papà, che mi ha insegnato ogni giorno che è la prospettiva ciò che conta: soprattutto nella tempesta 🫀🥽🪸

Ringrazio Giulia Rosco e Valentina Montorsi per darmi la possibilità di osservare i progetti che condividiamo, attraverso il loro sguardo da professioniste, grazie ai loro scatti ☁️💜